I dinosauri dell’Argentina a Padova


Mostre / mercoledì, novembre 9th, 2016

Dopo lunghissimi mesi di trepidante attesa conditi da innumerevoli articoli di giornale, servizi televisivi e cartelli pubblicitari che hanno velocemente tinto di verde l’intera città (e non solo), sabato 8 ottobre 2016 sono finalmente arrivati. I famigerati giganti dell’Argentina, dopo aver sorvolato l’Atlantico, sono sbarcanti nel Vecchio Continente, diventando protagonisti indiscussi di questo autunno padovano. L’attesissima mostra scientifica organizzata nei luminosi spazi espositivi del Centro Culturale San Gaetano di Padova in via Altinate ha aperto le porte al pubblico.

Dinosauri, prodotta dal Comune di Padova – Assessorato alla Cultura con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, è senza dubbio uno degli eventi culturali più attesi dell’ultimo periodo (complice anche la grande campagna pubblicitaria ad esso legata).

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Una malata di dinosauri come me, ossessionata da Jurassic Park, dalle musiche di John Williams e dal mondo preistorico, non poteva lasciarsi sfuggire un evento irripetibile come questo a due passi da casa. Finalmente, a una settimana dall’apertura, armata del mio biglietto “ridotto studenti” (finché non mi ritirano il badge universitario io mi considero studentessa) ho fatto il mio ingresso alla mostra. Ovviamente, come già sospettavo, eventi che hanno come protagonisti i miei amati lucertoloni hanno un solo grandissimo, enorme, invalicabile difetto: i bambini. Perché sì, quando si tirano in ballo i dinosauri, i bambini ne vengono attirati come schegge di ferro da una calamita, come api con i primi fiori primaverili, come gli orsi con il miele, e io con loro. Non contenta della situazione già personalmente spiacevole in partenza (essendo io, come avrete capito, una persona non particolarmente amante dei bambini e paziente) spinta da un qualche inspiegabile istinto masochista e autodistruttivo, ho deciso di visitare la mostra di sabato pomeriggio. Me la sono cercata starete pensando, sì ammetto le mie colpe, ma sorvoliamo e andiamo avanti.

La mostra è stata concepita come un percorso cronologico nella storia, anzi, nella preistoria, passando –molto velocemente– nelle varie ere, partendo dalle origini fino ad arrivare all’estinzione delle creature. L’esposizione vanta preziosissimi reperti fossili originali argentini e ricostruzioni tridimensionali a grandezza naturale di alcune delle principali specie di dinosauri. Ogni elemento esposto è stato prontamente accompagnato da delle sintetiche ma chiare spiegazioni che aiutano il visitatore a inquadrare meglio l’animale nell’arco temporale.

Questa prima parte del percorso l’ho apprezzata ma con riserva. L’ambiente non è enorme, lo spazio è poco e i bambini sono tanti. Ho infatti passato i primi dieci minuti cercando di non calpestare nessuno, evitando allo stesso tempo di non finire in braccio a qualche rettile.

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La seconda, e purtroppo anche ultima, parte della mostra ha salvato in extremis la situazione lasciandomi letteralmente a bocca aperta. I fantomatici giganti dell’Argentina lì davanti ai miei occhi mi hanno lasciata senza fiato e –quasi- senza parole, visto che appena varcata la soglia ho iniziato ad intonare le note della colonna sonora di Jurassic Park. Il Gigantosaurus carolinii (alzi la mano chi, come me, ignorava allegramente la sua esistenza) fa capolino all’ingresso dell’ambiente centrale del San Gaetano. Con i suoi 13 metri di lunghezza si aggiudica senza problemi l’appellativo di gigante, assieme al suo amico Argentinosaurus (38 metri di lunghezza!). Davanti ad uno spettacolo del genere ho davvero fatto fatica a contenere il mio imbarazzante entusiasmo infantile e ho evitato accuratamente di saltellare per tutta la sala.

Dopo aver visto i gigantosauri il mio fervore è presto svanito perché ho realizzato che la mia visita alla mostra era già bella che conclusa. Il percorso infatti prevede la salita al primo piano da cui si può avere un’ultima aerea visione delle ricostruzioni, per poi uscire passando dallo shop.

In conclusione la mostra è piacevole ma molto contenuta e il percorso previsto è davvero breve, nonostante mi sia fermata a leggere ogni didascalia e abbia fotografato ogni elemento, la mia esperienza nel mondo preistorico è durata circa mezz’ora. Il prezzo del biglietto base è di 10 euro per il week-end e di 7 euro durante la settimana, non pochissimo quindi.

La consiglio vivamente a chi come me nutre un amore incondizionato e inspiegabile verso queste creature, a chi è curioso o semplicemente a chi vuole passare un po’ di tempo in un altro mondo. Come avrete intuito sconsiglio caldamente il week-end a meno che non siate degli amanti dei bambini, delle urla e degli schiamazzi.

Nonostante i vari difetti ho apprezzato molto Dinosauri e conto di tornare una seconda volta prima della chiusura prevista per il 26 febbraio 2017.