Miss Van. Pioniera nel mondo del writing


Writing / venerdì, febbraio 2nd, 2018

Quanti di noi sono abituati a sentir parlare di writers donne?

Alle volte pare davvero che il writing sia di appannaggio solo del mondo maschile, che le donne non siano mai state sfiorate da questa pratica che ha preso vita negli anni Ottanta. In realtà non è affatto così: in parte il fatto che siano meno riconosciute le donne writers deriva dal fatto che spesso tendono a cercare loro stesse di essere accettate dalla controparte maschile cercando di evitare pezzi troppo marcati da connotazioni femminili, ma fortunatamente le cose stanno un po’ alla volta cambiando direzione.

Un esempio lampante è Miss Van (Vanessa Castex) che ha iniziato a realizzare pezzi nella sua città natale, Tolosa, dove per l’appunto era davvero insolito imbattersi in una donna writer. Laureata all’accademia di Belle Arti, ha contribuito a creare una nuova forma di graffiti, sia per il tipo di materiale utilizzato (vernice acrilica al posto del più utilizzato spry) sia per i suoi soggetti e le storie che essi raccontano.

Sono rigorosamente donne: ogni ragazza che dipinge è unica, ognuna ha delle caratteristiche che sono inconfondibili, rendendo ogni lavoro di Miss Van un pezzo da contemplare e osservare. Quando per la strada ci si imbatte in un pezzo di Miss Van si capisce subito che è opera di una donna. Forse per lo stile così delicato, il gusto malizioso in perfetto equilibrio tra gioco e seduzione, con un’introspezione e delle sfaccettature tipiche del mondo femminile. È proprio questo universo che Miss Van crea insieme ai suoi personaggi che lascia al passante la possibilità di immaginare, di riempire quei vuoti della storia che volutamente l’artista lascia in sospeso, creando forti legami tra la città, le sue presenze dolci e contemporaneamente sensuali e chi si ferma ad osservare queste silenziose creature.

Dipingere sui muri era un modo di boicottare l’arte convenzionale. Agli inizi ero una mente ribelle. Lo trovavo più emozionante perché proibito, dipingere sui muri mi permetteva di essere libera, era illegale e non censurabile. Inoltre è una sfida: ogni volta che dipingo una parete c’è il rischio di vedere il mio lavoro cancellato. Poiché mi piace muovermi ed entrare in contatto con la gente, preferisco disegnare in strada, in modo da rendere la mia arte accessibile a più persone possibili.

Dopo l’inizio nella città natale, Miss Van si è spostata a Barcellona, dove lavora non soltanto come writer, ma anche all’interno del suo studio, cosa che le ha permesso di concentrarsi sull’esplorazione di nuovi materiali, raffinando la tecnica e i personaggi stessi, chiamati “pupées” (bambole).

Mi sto evolvendo e crescendo con i miei dipinti. È l’unico modo, quando dipingi con emozioni e sentimenti. Sto cercando di essere vera con me stessa.

Miss Van rappresenta chiaramente la forza e la bellezza femminile, attraverso il suo erotismo, la malizia e la dolcezza di quelle figure che hanno fatto il giro del mondo. E anche se ci sono pochi nomi femminili sulla scena dei graffiti, lei difende la sua condizione di artista donna in una mondo ancora dominato dagli uomini; è anzi una delle pioniere in un mondo piuttosto ostile, ma che è riuscita a far sentire la propria voce forte e chiara. La sua collezione di “bambole” si fa riconoscere per stile e contenuti, ma non mancano le mostre nelle più grandi città del mondo, segno di quanto il suo talento e la forza della sua arte siano state riconosciute a livello internazionale.

http://missvan.com